San Benedetto dei Condotti

All”interno dell”incantevole cornice di san Benedetto dei Condotti, complesso architettonico di proprietà dell”Adisu, viene esposta una collezione di tastiere storiche che vanta pezzi unici nel loro genere.

Il materiale, di proprietà dell”Associazione Arte & Musica nelle terre del Perugino e di alcuni prestatori del territorio umbro, vanta fortepiani e clavicembali dalla fine del ‘700 ai primi decenni del ‘900.

 

Le prime notizie della chiesa risalgono agli anni a cavallo tra il XIV e il XV secolo, e sono giunte fino a noi grazie ad alcuni atti notarili nei quali il luogo è indicato col nome di S. Maria Novella o S. Maria de conductu,o anche de aquae ductum, per via della sua posizione proprio all’inizio dell’antico acquedotto. Nel 1422 la comunità che ci vive entra a far parte dell’ordine agostiniano, del quale diventerà un centro nevralgico; è questo un periodo di grande fermento culturale e artistico, e vengono chiamati i pittori più importanti sulla scena perugina per decorare l’edificio sacro. Il risultato è un prezioso ed affascinante ciclo di affreschi, giunto in gran parte integro fino a noi, nel quale gli studiosi hanno riconosciuto la mano di Benedetto Bonfigli, di Ottaviano Nelli e dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni; al 1427 risale il cosiddetto polittico di S. Agata, di Lello da Velletri, inizialmente collocato sull’altare maggiore e oggi esposto alla Galleria Nazionale dell’Umbria. E’ inoltre sicuro l’influsso di Gentile da Fabriano nelle figure di alcuni santi, come suggestiva risulta la somiglianza stilistica con alcuni affreschi di Palazzo Trinci, a Foligno. Nel XVII secolo l’edificio passa alle suore Silvestrine, che lo dedicano a San Benedetto; risalgono a questo periodo gli affreschi del soffitto raffiguranti Santa Scolastica e lo stesso San Benedetto. Di notevole interesse è anche il pavimento cinquecentesco in maiolica di Deruta.

Negli ultimi anni la struttura è stata sottoposta ad un accurato restauro, l’area del transetto in particolare è diventata uno spazio espositivo e attualmente ospita una collezione di pianoforti e fortepiani di varia provenienza, grazie ai quali è possibile capire l’evoluzione dello strumento nel corso del XIX secolo, fino ai primi anni del ‘900. Gli strumenti sono di proprietà dell’associazione culturale Musìca, i cui membri si impegnano con entusiasmo ad accompagnare il visitatore in un tour storico-artistico-musicale alla scoperta di uno degli angoli più nascosti e suggestivi della splendida Perugia.